Viktorija Moskaļova: free to choose.

Ormai la body modification ha preso piede in tutto il mondo, e poche persone ancora non ne subiscono il fascino: che sia un tatuaggio o qualche impianto sottocutaneo, ormai le abbiamo viste quasi tutte. Non giudico, ma penso ai casi in cui la modificazione del corpo sia un qualcosa di drammatico quanto necessario per alcune persone, come per Viktorija Moskaļova, la bellissima ragazza ritratta qui in foto. Lei a vent'anni ha dovuto prendere questo tipo di decisione, acconsentendo a farsi amputare la gamba sinistra, come unico modo per vincere i propri problemi fisici.  Oggi è una cantante, una dj ed icona della moda. E' rimasta bellissima, e quel che incanta ancor di più è la sua fierezza e forza, non solo di immagine.

Lei immersa nel glamour, calca il palco sfoggiando protesi ultra moderne e raffinate, facendone il suo tratto distintivo.Gli atleti con arti artificiali sono accettati e riconosciuti in ambito sportivo ormai da tempo, ed era giunto il momento che si potesse dire lo stesso anche nel mondo della musica e della moda. Una protesi non deve esser vista come un qualcosa di shockante o che non possa conciliarsi con la bellezza: per alcune persone diventa un aiuto fondamentale per vivere autonomamente la propria vita, ma cosa ancor più importante, è una parte del loro corpo a tutti gli effetti, e devono sentirsi a proprio agio anche con il mostrarla. Sono rimasta molto entusiasta nel vedere tutti gli scatti realizati a Viktoria, e devo dire che in un'epoca in cui tutte le stranezze d'immagine di artisti del calibro di Lady Gaga diventano emblemi, questo esser donna bionica non può che essere un punto di forza. La parola "moda", non solo può, ma DEVE esser accostata a tutta la varietà del mondo che ci circonda, che siano malformazioni, amputazioni o disabilità.  E' sempre la storia del "prendi la tua debolezza più grande, e fanne la tua forza", dell'utilizzare il nostro corpo in modo concettuale, come forma di un'espressione interiore. E' questo che smuove i nostri animi e quel che ci spinge a modificare il nostro corpo, ( in varie misure) dopotutto. Passiamo il tempo a differenziaci gli uni dagli altri, ma dobbiamo anche saper accogliere la diversità.

Giorgia

 

(fonti: www.viktoriamodesta.com)